Villas Sorrento Coast

CAPRI

CAPRI

L'isola di Capri è situata nel Golfo di Napoli. Questo è il ritrovo esclusivo dei vip, è l'isola romantica per antonomasia, è il centro ideale per gli artisti di tutto il mondo, è la capitale mondiale della Caffè Society. E' IL SOGNO DI TUTTI.

Di Capri si comincia a parlare con l'arrivo di Ottaviano, non ancora Augusto, che, nel 29 a.C. vi sbarcò e, rimasto affascinato dalla bellezza dell'isola, la tolse a Napoli, dandole in cambio Ischia. Dopo Ottaviano, l'imperatore Tiberio si trasferì per dieci anni sull'isola e da qui si occupò degli interessi dell'impero. La presenza dei due imperatori a Capri influì notevolmente sull'architettura e sullo sviluppo della zona urbana. Ad opera della grande capacità costruttiva dei romani furono edificati il porto, il sistema idrico, numerose fattorie, abitazioni, casali e le dodici ville imperiali di cui ancora esistono i resti di alcune di esse. Nell'arco della sua lunga storia Capri subì invasioni e saccheggi da parte dei Saraceni(medioevo), successivamente degli Ottomani(XVI sec.) per passare nell'Ottocento in mano ai Borboni grazie ai quali l'isola acqusì una grossa connotazione culturale soprattutto dopo l'unione di Ferdinando IV con Maria Carolina d'Austria, colta e raffinata. Cosi' nell'ottocento Capri cominciò ad essere conosciuta nel mondo. In un primo momento deve la sua fama al fatto di essere un punto strategico per il controllo del sud Italia e sede d'aspre lotte tra i Francesi del regno di Napoleone, succeduti ai Borboni, e gli Inglesi. Sono di questo periodo numerose fortificazioni lungo il perimetro dell'isola a scapito delle rovine romane che erano riuscite a sopravvivere fino ad allora. In seguito la fama di Capri crebbe grazie all'interesse romantico per i viaggi, che portò sull'isola i primi di una lunga serie di stranieri. Capri divenne un luogo dove dedicarsi all' "otium" e all'arte di ricevere gli ospiti. Il primo albergo dell'isola fu aperto dal notaio Pagano che trasformò la propria casa nell'Hotel Pagano. Durante questo secolo ospitò artisti provenienti da tutto il mondo, prevalentemente tedeschi, appartenenti alla bohème squattrinata del periodo. Solo alla fine dell'Ottocento, con l'apertura dell'albergo Quisisana, approdò a Capri un turismo fatto di nobili, reali, e personalità della politica e dell'industria. A metà Novecento divennero ospiti abituali di Capri scrittori come Moravia, Ungaretti, Pratolini, ed esponenti dell'avanguardia letteraria come i futuristi Marinetti, Prampolini, Depero, Clavel, che lanciarono il "Manifesto della Bellezza di Capri" e la elessero centro per gli artisti di tutto il mondo. Oggi Capri è una meta desiderata e sognata ed è visitata da turisti provenienti da ogni parte del mondo(tantissime sono le attività turistico-ricettive dove poter soggiornare: Villa Rebecca). Qui si possono incontrare artisti, nelle stradine solitarie, che dipingono, scrivono e usano l'energia dell'isola per riversarla nelle loro opere.

 

DA VISITARE
- La Piazzetta : è il centro dell'isola di Capri sia per i turisti che per gli abitanti del posto ed è assolutamente da vivere per gustare la vera essenza di quest'isola. Qui, nei bar storici, ci si incontra per fare colazione o semplicemente due chiacchiere nonché per esibirsi, coperti dalla discrezione degli ombrelloni, utilizzati per riparare dal sole. In Piazzetta si trova anche il piccolo ufficio informazioni dell'Azienda del Turismo.
La Piazzetta è la Piazzetta e tutto gira intorno ad essa.
- La grotta Azzura : è nota in tutto il mondo per la sua unicità, la colorazione intensamente azzurra del suo interno e lo splendore bianco argenteo che assumono gli oggetti immersi nelle sue acque. Ci sono due modi per arrivare alla Grotta Azzurra, via terra arrivando da Anacapri con l'autobus o il taxi; o via mare partendo da Marina Grande con i motoscafi che, facendo il giro dell'isola di Capri, fermano all'ingresso della grotta. Per entrare nella Grotta Azzurra bisogna salire su piccole barche a remi, in due o tre persone al massimo e, stesi sul fondo, si attraversa lo stretto e basso varco naturale aperto nella roccia. L'operazione è impossibile nei giorni in cui tira il vento di libeccio o di maestrale. L'ingresso della Grotta Azzurra è un piccolo varco nella parete rocciosa, largo circa 2 metri e alto altrettanto, che si trova sopraelevato sul livello del mare di circa 1 metro, per questo motivo per entrare bisogna distendersi sulle barche. L'ambiente interno appare tutto di colore azzurro e la volta, definita Duomo Azzurro, ha un'altezza media di 7 metri arrivando a 14 nella parte più interna; la cavità d'erosione è lunga circa 60 metri e larga al massimo 25. La grotta continua con la Galleria dei Pilastri (tre rami comunicanti tra loro confluenti nella Sala dei Nomi, chiamata così per le numerose firme dei visitatori apposte sulle pareti) e il Passaggio della Corrosione, fino all'estremo punto accessibile, la Sala della Corrosione.
- I Faraglioni : sono tre picchi scampati al franamento della costa, all'erosione del mare e degli agenti atmosferici. Sono distinti con nomi diversi: il primo unito alla terra, si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo, Faraglione di Fuori o Scopolo, ossia capo o promontorio sul mare. Sul Faraglione di Fuori vive la famosa Lucertola Azzurra dei Faraglioni, Podarcis sicula coerulea, ed è l'unico luogo dove è possibile trovarla. Si ritiene che dopo il distacco dei Faraglioni dalla terraferma una sorta di mimetismo protettivo abbia fatto acquistare alle squame della lucertola i colori azzurri del mare e del cielo. I Faraglioni hanno un'altezza media di 100 metri e nel Faraglione di Mezzo si apre una cavità, il sottopassaggio conosciuto in tutto il mondo.
- La Migliera : Il tragitto della Migliera, o Migliara, si snoda alla scoperta di coltivazioni tipiche, soprattutto vigneti, tra lembi superstiti degli antichi boschi e squarci aperti verso il mare di Ischia.
- Marina Grande : appena scesi dal traghetto o dall'aliscafo, si arriva a Marina Grande. l'unico porto dell'isola.
- Marina Piccola : a 15 minuti dalla Piazzetta sul versante sud dell'isola di Capri c'è la baia di Marina Piccola con i Faraglioni. La spiaggia di Marina Piccola è molto alla moda e ricca di stabilimenti.
- La Certosa : la costruzione di questo monastero risale al 1300 ed è strutturato in tre blocchi di edifici: uno che era estraneo alla vita del convento con la farmacia e la chiesa per le donne; uno per i frati conversi e per ospiti esterni con annessi i granai, le scuderie e i laboratori dove lavoravano i monaci; l'ultimo blocco per la vita di clausura con le celle intorno al Chiostro Grande e gli altri ambienti intorno al Chiostro Piccolo. Il Chiostro Grande segue uno schema tardo rinascimentale con archi a tutto sesto su pilastri in pietra, l'area al centro è organizzata secondo un disegno geometrico con spazi verdi. Il Chiostro Piccolo ha delicati archi a tutto sesto su colonne romane in marmo. Attualmente è sede di un Liceo Classico, del Museo Diefenbach di concerti e manifestazioni. Sono presenti nelle sale del Museo due statue ritrovate sott'acqua nel 1964, sul fondo della Grotta Azzurra.
- Villa Jovis : si trova alla fine di Viale Amedeo Maiuri, dove si possono notare alcuni gradini pavimentati con lastre di marmo provenienti dalla villa romana. Villa Jovis, costruita nel I sec. a.C., è attribuita a Tiberio; l'ubicazione, a strapiombo sul mare, che garantiva privacy e sicurezza, caratteristiche importantissime per l'imperatore. Della villa romana resta buona parte della struttura, costruita su ampie cisterne e serbatoi, creati per sopperire la mancanza perenne d'acqua sull'isola di Capri. Villa Jovis era organizzata in settori collegati da corridoi, scale, e cunicoli. A settentrione c'era l'appartamento dell'imperatore con vista sul Golfo di Napoli; ad est c'era il settore per l'alta rappresentanza; le terme erano a sud e ad occidente gli alloggi ed i locali di servizio. La Villa di Tiberio aveva un'estensione di 5500 metri quadri e si elevava in altezza, struttura insolita per l'epoca, ma necessaria per la particolare ubicazione. Alla fine del viale che conduce alla villa c'è il famoso "Salto di Tiberio", luogo che secondo la leggenda popolare, veniva utilizzato dall'imperatore per farvi precipitare servi disobbedienti ed ospiti indesiderati. Le suppellettili e le strutture decorative sono state prelevate nel corso dei secoli, portate in musei o riutilizzate per decorare palazzi reali, e in alcuni casi venduti a peso, come il marmo dei pavimenti. All'interno del complesso archeologico di Villa Jovis a Capri sorge la piccola Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Nello spazio antistante la chiesa c'è una statua della Madonna visibile anche dal mare.
- Via Kruup : fu progettata e realizzata dall'ingegner Emilio Mayer, tagliando la roccia viva fino al mare, con un percorso a tornanti così stretti da sembrare sovrapposti. Fu costruita nei primi anni del 1900, supera un dislivello di circa 100 metri. Guardandola dall'alto o percorrendola, regala un effetto così strabiliante da poterla ritenere una vera e propria opera d'arte. E' lambita dalla vegetazione tipicamente mediterranea, che spontaneamente vi cresce.
- I giardini di Augusto : sono un esempio d'organizzazione botanica in stile caprese. Associano la presenza di fiori e piante dell'isola di Capri ad una cornice di panorami mozzafiato. La creazione dei Giardini di Augusto risale agli anni trenta quando furono create le terrazze (presenti ancora oggi) su cui sono strutturati.
- Via Tragara : in fondo a via Camerelle girando a sinistra c'è una ripida ma breve salita che porta a via Tragara, costruita in epoca romana. La strada è pianeggiante e ben tenuta, è affiancata da alberghi, ristoranti di lusso e splendide ville: Tragara termina con un suggestivo belvedere a terrazza sui Faraglioni, da cui si riesce a scorgere parte della Costiera Amalfitana e la baia di Marina Piccola.
- Pizzolungo : dal belvedere di Tragara si accede alla passeggiata del Pizzolungo che conduce fino all'Arco Naturale. Questo è uno dei tragitti più suggestivi dell'isola di Capri. Piacevole d'estate e spettacolare d'inverno, quando si resta incantati dinanzi alla forza del vento gelido e delle mareggiate che rendono il panorama unico con colori che hanno ipnotizzato così tanti artisti. Durante il cammino, che non prevede punti di ristoro, si incontrano circa 775 gradini alternati a tratti pianeggianti. Ogni tanto ci si può riposare sedendosi sulle panchine o sostando su un belvedere panoramico, di cui il tragitto abbonda. Il percorso prosegue ameno fino ad incontrare una stretta e ripida scala che porta alla Grotta di Matromania o Matermania.
- Grotta di matermania : è una cavità lunga circa 30 metri e larga 20, con un'altezza media di 10 metri. Dai ritrovamenti avvenuti al suo interno non è chiaro a quale divinità fosse dedicata in antichità, anche se è certa la destinazione sacra del luogo.
- Arco Naturale : l'Arco Naturale, una strepitosa scultura paleolitica, è ciò che resta di una profonda e altissima cavità in origine sotterranea e, dopo una frana, divenuta scoperta. L'incoerenza della roccia ha determinato il continuo sgretolamento fino a ciò che oggi si può osservare: un tratto della volta largo 12 metri sospeso a circa 18 metri d'altezza dal suolo, dalle fattezze di un ponte naturale fra due pilastri di roccia. L'Arco Naturale si trova sopraelevato rispetto al livello del mare e la sua spaccatura semicircolare inquadra un panorama da favola.
- Monte Solaro : a circa un'ora e mezzo di cammino dal centro di Anacapri si trova la sommità del Monte Solaro, raggiungibile anche con la seggiovia in 12 minuti. Qui si trovano i resti del "Fortino di Bruto" costruito agli inizi dell'800, nel periodo delle battaglie tra inglesi e francesi. È la parte più alta di Capri con i suoi 589 metri sul livello del mare, qui il panorama è a 360° su tutta l'isola di Capri. Si notano in lontananza le montagne della Calabria, gli Appennini e la Costiera Amalfitana; poi la Penisola Sorrentina, il Golfo di Napoli, le isole di Procida ed Ischia.
- Cetrella : la zona di Cetrella si trova a poca distanza dalla vetta del Monte Solaro, ad un'altitudine di circa 476 metri. A Cetrella nel XV secolo fu costruito l'eremo di Santa Maria a Cetrella su un vero e proprio precipizio a strapiombo su Marina Piccola. E' costituito da una piccola chiesa, dal campanile, dalla sagrestia, con la bassa cupoletta, e proseguendo si esce su un terrazzo coperto da un pergolato di glicine, attrezzato con panche e una lunga tavola in legno rustico. Il panorama che si gode è forse il più bello. L'isola di Capri si stende dolcemente sotto di voi con i colori e le sfumature della roccia, del mare e del cielo, in un silenzio rotto solo dal rumore del vento. Il panorama spazia su tutto il Golfo di Napoli, da Capo Miseno a Punta Campanella, dal Vesuvio, a Procida e Ischia, che perdono spessore e consistenza avvolti dalle ombre azzurre sul mare.
- Castello Barbarossa : sulle rupi a nord est di Anacapri, su uno dei picchi minori del massiccio del Monte Solaro, si ergono i ruderi del Castello Barbarossa, dal soprannome dato al feroce corsaro turco Khair-ad-din che lo espugnò nel 1535. Il Castello Barbarossa si trova a circa 412 metri sul livello del mare. I pareri sul periodo della sua costruzione sono discordi e, per questo, oscilla tra il X e XII secolo. Un tempo questa zona era un prezioso luogo di caccia agli uccelli, finché questa pratica non fu vietata ad opera delle continue insistenze di Axel Munte e delle sue campagne per abolire la caccia degli uccelli di passaggio. Il WWF organizza periodicamente visite guidate al Castello di Barbarossa e passeggiate naturalistiche nei suoi dintorni.
- Punta Carena : si trova all'estremità sud-occidentale dell'isola di Capri, sulla penisola del Limmo, nome che deriva dal latino limen e significa confine.
- I Fortini : il Sentiero dei Fortini collega la zona del Faro di Punta Carena alla zona della Grotta Azzurra via costa, il percorso, tra cornici di roccia, scultorei promontori e baie profonde come fiordi dalle acque turchesi, è stato recentemente ristrutturato, così come lo sono stati i tre Fortini che sono collegati tramite esso: Orrico, Pino e Mesola. Edificati per proteggere la zona ad ovest dell'isola dagli attacchi di invasori, i Fortini sono stati in seguito abbandonati a se stessi per molti anni, e solo ultimamente riportati alle fattezze iniziali.
- Villa San Michele : ad Anacapri è stata la casa del medico svedese Axel Munthe. Costruita sui ruderi di un'antica cappella dedicata a San Michele, appartiene oggi alla Fondazione Axel Munthe ed è un museo. Nella Villa San Michele sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e altrove, a volte donati da amici. Troviamo frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne. Nel giardino c'è una tomba greca e una sfinge in granito che domina, dal belvedere, tutta l'isola di Capri.
- Villa Damecuta : è una delle dodici ville imperiali romane e si trova ad Anacapri. Di essa restano pochi ruderi e non si riesce a stabilire se fu abitata solo da Tiberio o anche da Augusto. Le poche tracce che restano permettono di risalire alla struttura di una lunga loggia porticata, aperta verso il Golfo di Napoli e lunga 80 metri, che terminava con un ampio belvedere semicircolare. Si pensa che nel 79 d.C. la villa di Damecuta sia stata abbandonata in seguito all'eruzione del Vesuvio. Sulle rovine, nel Medioevo, fu costruita una torre di vedetta.
- La Casa Rossa : fondata dal colonnello americano John Cay H. Mackowen, giunto in Italia subito dopo la guerra civile americana e stabilitosi ad Anacapri fino al 1899. Da Piazza Vittoria, procedendo per la strada pedonale alla sinistra del Monumento ai Caduti, si trova la Casa Rossa, dipinta in rosso pompeiano. È realizzata con più stili architettonici, ha finestre bifore e merlature, all'interno si può scorgere la struttura di una torre quadrangolare e il cortile porticato. All'interno della Casa Rossa è allestita una mostra permanente intitolata "L'isola dipinta". La preziosissima raccolta espone immagini di Capri nelle sue tradizioni e abitudini quotidiane tra l'Ottocento ed il Novecento. Trentadue sono le tele di maestri italiani e stranieri come Barret, De Montalant, Carabain, Hay, Casciaro, Vianelli, Carelli, Giordano, Federico, Brancaccio, Corrodi, Lovatti, Benton. Tre statue romane, ritrovate nel 1964 e nel 1974 nella Grotta Azzurra, sono qui ospitate dal 2008.


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