Villas Sorrento Coast

SORRENTO

SORRENTO

Secondo una leggenda, riportata dallo storico diodoro Siculo, Sorrento è stata fondata da un discendente di Ulisse e la maga Circe, Liparo, figlio del re degli Ausoni, antica popolazione italica. Un' altra leggenda narra che il nome Sorrento deriva dalle mitiche Sirene (metà donna e metà pesce) che ammaliavano i naviganti, spingendoli poi a naufragare contro gli scogli "Li Galli". La Città in età preromana subì una certa influenza da parte della cultura greca, come sembrano indicare il suo impianto urbanistico, i resti della Porta Parsano, la Porta di Marina Grande, nonché la presenza a, Punta della Campanella, di un grande tempio fondato da Ulisse l'Athenaion, in cui si celebrava, in un primo momento il culto delle Sirene e successivamente di Athena. Sorrento entrò in seguito nell'orbita di Roma. Essa fu molto frequentata durante la prima età imperiale come luogo di villeggiatura dei ricchi patrizi, i quali elessero tutto l'arco del Golfo di Napoli, dai Campi Flegrei a Sorrento, a luogo ideale per trascorrere i mesi estivi ed i periodi di otium. Sorsero così in questa zona diverse Villae Maritimae: magnifiche residenze che avevano ciascuna il proprio approdo da mare, ampi quartieri privati e talvolta anche quartieri rustici, in cui si producevano l'olio ed il vino, con i frutti delle terre di proprietà del dominus. La rinomanza di Sorrento è ricordata anche da Orazio e da Stazio, che nelle sue "Silvae" decanta la bellezza dei luoghi ed in particolare della Villa del suo amico Pollio Felice. Il 24 Agosto del 79 d.c. la città subì seri danni a causa del disastroso terremoto, provocato dall'eruzione del vesuvio, che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia. Ma uno dei momenti più critici per Sorrento si verificò nel 1648, quando scoppiò una sommossa contro gli Spagnoli, capeggiata da Giovanni Grillo. Con l'appoggio del popolo di Piano e di Massa Lubrense, egli cercò di impossessarsi del governo della Città, dove i nobili erano fedeli al potere spagnolo. La grande epidemia di peste del 1656, scosse ulteriormente la popolazione. Ma nonostante questa serie di eventi negativi, Sorrento continuò ad essere un centro urbano di spicco fra le città della provincia. Sotto il dominio dei Borboni, conobbe alcune notevoli trasformazioni, sia dal punto di vista urbanistico che politico mentre, nel settore economico e sociale, vi fu un incremento delle attività agricole, delle industrie turistiche e del commercio. Sotto il regno di Ferdinando II fu aperta la strada che conduce da Castelammare a Sorrento. Nel 1861 venne ufficialmente annessa al Regno d'Italia, mediante plebiscito. Sorrento, che già nel secolo XVIII era stata riscoperta come ameno luogo di villeggiatura, quando divenne un centro di turismo raffinato ed intelletuale. Fra i suoi illustri ospiti si ricordano in particolar modo Lord Byron, Jhon Keats, Walter Scott e Goethe. Questa città ha dato i natali a Torquato Tasso (1544 - 1595) considerato uno dei più illustri poeti italiani del Cinquecento ed autore, tra l'altro, della "Gerusalemme Liberata".
Oggi Sorrento è un comune della provincia di Napoli di circa di 17.000 abitanti. Situato nella parte meridionale del Golfo di Napoli, a soli 35 km da Pompei. Trovare una sistemazione alberghiera è semplice, sia perché la cittadina ha numerose strutture ricettive sia perché è ben collegata, tramite un constante servizio bus o di taxi, con le zone limitrofe, che offrono una ricca e confortevole ospitalità in alberghi, residence, ville e case private(Villa Vesuvio, Villa Principe, Villa Lux, Villa la Palma, Villa Bianca, Villa Giovanna, Villa Limoneto A, Villa Limoneto B, Villa Limoneto C, Villa Limoneto D, Villa Limoneto EAppartamento Porto A, Appartamento Porto B, Appartamento Arancione, Appartamento Viola, Appartamento Blu, Appartamento la Palma A, Appartamento la Palma B, Appartamento la Palma C, Appartamento Corso A, Appartamento Corso B, Appartamento Corso C, Appartamento Elisa, Appartamento Magic, Appartamento White, Appartamento Philip, B&B Relais Amore, B&B Marion, B&B Porto). L'economia locale si basa prevalentemente sul turismo, culturale e balneare, sull'agricoltura (agrumi, viti, noci, ulivi), sull'industria alimentare e sul caratteristico artigianato del legno intarsiato.

 

 

DA VISITARE

- I resti delle antiche mura: di origine romana, sono ancora oggi ben visibili in alcuni punti della cittadina. La cinta muraria comprendeva anche cinque porte d'ingresso ed una serie di torri d'avvistamento utili contro i pirati che spesso attaccavano e saccheggiavano la città risalendo dalla costa.

- Porta Parsano: chiamata anticamente Porta degli Anastasi, si trova sopra i resti della porta antica, di cui sono ancora visibili due piloni, con l'attacco dell'arco. Tali piloni presentano un parametro in opera reticolata e conci in tufo. Essi sono riconducibili all'età augustea, mentre il successivo restauro risale al I Sec. d.C. circa.

- Porta della Marina Grande: è la più antica delle porte e attualmente conserva gran parte delle caratteristiche dell'antica porta greca. Si trovava sotto una torre di cui non restano che poche tracce, ma la cui esistenza è documentata in un'antica mappa del '700 ad opera dell'abate Giovan Battista Pacichelli. Fino al secolo XV è stato probabilmente l'unico accesso da mare alla città e insieme all'altra porta, situata a Marina Piccola, costituì, in epoca preromana, l'unico sbocco per i traffici commerciali con le città vicine.

- Piazza Tasso: è la principale piazza di Sorrento. La sua conformazione attuale è il risultato di numerose trasformazioni urbanistiche che interessarono l'area nel corso del XIX secolo. Sulla piazza si affacciano la chiesa barocca del Carmine e Palazzo Correale mentre al centro campeggia la statua di Torquato Tasso, inaugurata nel 1870.

- Il Duomo: la facciata principale della Chiesa ha tre aperture: quella centrale, al di sopra della quale è rappresentato un affresco con l'immagine della Madonna Assunta, è affiancata da due grandi colonne di marmo rosa, provenienti da templi pagani. Nelle lunette delle porte laterali sono raffigurati Gli Apostoli Filippo e Giacomo il minore. Nel 1904 un violento ciclone distrusse la parte superiore della facciata che fu poi ricostruita ed abbellita nei primi decenni del secolo. All'interno l'ingresso principale è stato arricchito con un tamburo, impreziosito da scene della storia della chiesa locale. Nella cantorìa che sovrasta il tamburo, domina il monumentale organo donato nel 1897 dall'Arcivescovo Giustiniani.In fondo alla navata centrale spiccano sulla sinistra la cattedra vescovile e, di fronte, il pulpito [ 1573]. Esso, sorretto da eleganti colonne, è costituito da pannelli di marmo, con al centro un bassorilievo del Battesimo di Cristo. Nel 1936 l'altare settecentesco fu smembrato e spostato dal fondo dell'abside al centro del transetto. In luogo dell'altare fu sistemato il coro in legno noce del Caucaso intagliato e con formelle ad intarsio raffiguranti Gli Apostoli, I quattro Santi sorrentini ed il protettore Sant'Anonino. L'ingresso della sagrestia, eretta nel 1608, è adornato da un portale in marmo bianco, sul quale, è posta una scultura rinascimentale della Madonna col Bambino.

- Il Museo Correale: è nato da una fondazione privata voluta dai fratelli Alfredo e Pompeo Correale, Conti di Torrenova, ultimi discendenti di un'antica famiglia Sorrentina. Nei loro testamenti essi disposero che le loro collezioni d'arte, ordinate nella villa Correale, costituissero un Museo intitolato a loro nome. La donazione comprende, oltre alle raccolte d'arte ed al palazzo per ospitarle, vasto fondo agricolo, le cui rendite devono servire al mantenimento del Museo. Eretto in Ente Morale con R.D. 18/02/1904 n. 242, il Museo fu aperto al pubblico il 10 Maggio 1924. Le collezioni sono ordinate su tre piani, per un totale di ventiquattro sale, più il sottotetto recuperato recentemente come spazio espositivo.

- Il Vallone dei Mulini: è di tutti i valloni, quello conservato meglio. E' la parte centrale di un sistema di tre valloni, integri solo in epoca romana. Quando Piazza Tasso non era stata ancora costruita, il primo vallone cominciava dal Vallone dei Mulini e si estendeva fino alla zona Marina Piccola, formando così un suggestivo porto.Il secondo vallone, detto "Prossimo", partiva dal Vallone dei Mulini e giungeva fino all'Ospedale Civile, Porta Parsano, per proseguire fino a Marina Grande con una stretta gola. Oggi, questo secondo vallone, è in parte colmato fino alla Porta degli Anastasi; infatti è sottostante la parte finale di Via degli Aranci.Il terzo vallone saliva dalla Villa "La Rupe" verso le colline, passava tra aranceti e limoneti, per poi biforcarsi verso la contrada "Cesarano", da una parte, e verso contrada "Tigliana" dall'altra. Anche di questo vallone non rimane quasi più nulla. Quindi la parte rimanente di questo microsistema di burroni, è solo quella centrale, cioè quella che va da Piazza Tasso a Villa "La Rupe" di cui si possono vedere ancora i resti archeologici.

- I bagni della Regina Giovanna e la Villa di Pollio Felice: è una tappa obbligatoria, per chi viene in vacanza a Sorrento visitare i bagni e la villa, luoghi dove sacralità e storie leggendarie si fondono. Si dice infatti che Giovanna la Pazza, regina di Napoli intorno al 1400, usasse qui intrattenersi con i suoi giovani amanti. Giovani amanti che poi gettava in mare perché non rilevassero i suoi segreti. Ma lei stessa, si dice, non fece una fine migliore, morì infatti durante un amplesso con un cavallo. Al di là delle leggende, i bagni della Regina Giovanna offrono un panorama spettacolare e selvaggio. Sugli scogli di calcare, che scendono a picco sul mare, sorgono i resti dell'antica villa di Pollio Felice, nobile romano che lì ospitava personalità come Orazio e Plinio il Giovane.

- La Villa Comunale: situata a picco sul mare, sorge dove prima erano situati gli antichi orti dei frati, posti accanto al Convento. Tra il 1877 ed il 1879 furono trasformati in Villa Comunale. All'interno della Villa che ha una splendida vista sul Golfo di Napoli, è possibile ammirare i due busti in bronzo dei sorrentini Bartolomeo Capasso e F. Saverio Gargiulo.

- Il Chiostro di S. Francesco: è caratterizzato da una stratificazione di stili dovuta ai restauri delle varie epoche. E' a pianta rettangolare ed è delimitato da colonne ed archi di tufo, che formano leggere bifore con lunetta. Dopo il Terremoto del 1688 il Chiostro fu rinforzato da possenti murature ed i portici originari occultati da grossi archi. Il refettorio, situato accanto al chiostro, conserva la struttura del '300.Il Chiostro di S. Francesco si presta oggi come suggestivo scenario di concerti musicali e mostre d'arte.

- Via San Cesareo: lungo gli assi maggiori e minori del centro antico si trovano molti edifici sei-settecenteschi, riferibili all'influsso del barocco napoletano. Caratteristici sono principalmente i portali, di solito lasciati inalterati durante i rifacimenti edilizi. Tra questi i più antichi, sono caratterizzati da un disegno semplice, con arco a tutto sesto e grosse bugne. Si possono osservare anche portali settecenteschi, che si distinguono per le fasce orizzontali sporgenti o piatte, disposte lungo la cornice in modo tale che una capiti in corrispondenza della chiave dell'arco e due alle imposte.

- Via Pieta': corrisponde al decumano superiore dell'antica pianta urbana. Essa secondo lo schema ricorrente nell'urbanistica di epoca romana, adottava l'impianto ortogonale desunto dall'organizzazione degli accampamenti militari. La strada, che si interrompe presso il campanile dell'attuale cattedrale, conserva pregevoli esempi di architettura medievale.

- Il Sedile Dominova: è l'unica testimonianza rimasta in Campania degli antichi sedili nobiliari, luoghi dove, nel Medioevo, i nobili si riunivano per discutere e decidere. Il Sedile Dominova risale infatti al XIV secolo ed è caratterizzato da una pianta quadrata, sormontata da una loggia aperta ad arcate. Molto interessanti gli affreschi, che abbelliscono l'interno della volta e sui quali spicca lo stemma di Sorrento, sorretto da un gruppo di angeli.

- Il Palazzo Correale: risalente al XIV secolo, è pieno di elementi architettonici di scuola catalana. L'edificio appartenne alla famiglia Correale fino al XVII secolo, quando fu trasformato in ricovero per le orfanelle. Annesso all'edificio vi è anche una bellissima chiesa barocca.

- La Basilica di Sant'Antonino: sorge presso il sepolcro del Santo Patrono risalente, al X Sec. La navata centrale ha un soffitto a cassettoni dipinti su tela, con rosoni in legno dorato. Al centro domina la tela raffigurante Sant'Antonino. Nella navata laterale di destra è da segnalare il dipinto, raffigurante Sant'Andrea d'Avellino, di Scuola napoletana del XVII Sec. La navata laterale di sinistra è dedicata a San Gaetano. Da qui si accede agli ambienti della sagrestia, dove si conservano vari ex voto, il Presepe con pastori napoletani del '700 e '800, ed una pregevole statua d'argento, raffigurante S. Antonino.
Nella chiesa si può accedere nella cripta, sotto il cui altare è collocato il sepolcro di S. Antonino. Qui si possono ammirare i numerosissimi ex voto dei marinai che tappezzano le pareti dell'ambiente.

- La Cattedrale dei santi Filippo e Giacomo: edificata nel XVI secolo e completamente restaurata nel corso del '700, che è ricca di opere d'arte e di suppellettili religiose di grande pregio.

- Il Museo Archeologico George Vallet: ospitato in un palazzo del XIX secolo e circondato da un bel parco pubblico, espone numerosi reperti archeologici provenienti dalle terre del Golfo di Sorrento.

- Il Museo Bottega della Tarsia Lignea: qui è possibile ammirare bellissimi esempi di tarsie lignee e i metodi per realizzarle.

 

EVENTI

- I Riti della settimana santa: le Processioni del Venerdì Santo in Sorrento sono tra gli eventi religiosi e tradizionali più sentiti dalla popolazione sorrentina. Affondano le proprie radici già nel Medioevo; successivamente nel 1500 con la dominazione spagnola, assunsero le caratteristiche che ancora oggi mantengono. Vengono organizzate, da secoli, dalle Arciconfraternite di Sorrento, che hanno molto influenzato la storia di Sorrento e delle penisola tutta.


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